MARE DENTRO
Qualche tempo fa ci siamo chiesti cosa avesse di speciale lo Shock Wave. Ci è venuto subito in mente il mare. I toni dei suoi colori, l’odore dolce e penetrante che si respira dalla riva. Il privilegio di farci un festival ogni anno, cercando di non recargli disturbo mentre, con distacco, ci osserva.
E poi le persone. Cantano, ballano, saltano, si commuovono, si abbracciano. Corrono a perdifiato per aggredire la transenna, svengono per il caldo. Vogliono essere presenti, partecipare a un rito collettivo, realizzare un sogno o scrollarsi, almeno per una sera, quei nodi da sciogliere, quei pensieri che occupano la mente
Queste persone cercano, consciamente o meno, un momento per vivere il qui ed ora.
Non è banale in un tempo che istiga alla velocità.
Un momento vissuto nel tentativo di riconnettersi con sé stessi. La manopola consumata che gira vorticosamente alla ricerca di quella maledetta frequenza radio, che ti regali qualche buona notizia ma soprattutto tanta musica.
Abbiamo cercato di condensare in poche parole queste sensazioni e abbiamo pensato a Mare Dentro. La sintesi più estrema di quelle percezioni, di quei battiti senza affanno, di quelle corse senza fatica.
Non è una questione di provenienza, il Mare Dentro fa parte di noi. È complicato esporlo ma lo Shock Wave può essere una buona occasione.
Le forme sono le più disparate, uniche, ritagliate e confezionate come un abito di alta moda.
Talvolta, questo tempo ci distoglie dall’essenza. La pace sembra perduta. Il bisogno di ritrovarla è nascosto, strisciante, intimo. La soluzione va ricercata nel più breve tempo possibile, senza riflettere, senza fermarsi. Il mondo corre davanti a noi e sembra non aspettare.
“Dimmi se è così lontano il mare” cantava Pino Daniele, che aveva capito tante cose prima di tutti noi. Questo concetto si traduce in interrogativi simili, che squarciano la precaria serenità della nostra psiche in cerca di una risposta, quando quei nodi vanno sciolti, quando la direzione sembra smarrita.
Forse, è necessario arrestare questo flusso incessante di pensieri e decisioni. Congelare la disfunzionale rapidità contingente, per generare una velocità futura, consapevole e libera è l’unica soluzione.
Quando ciò che ti circonda ti istiga alla velocità, fermati. E rifletti il Mare Dentro.
